01.03.2000

Reinhard Bill Bergelt: Anton Bruckner

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Ci sono sicuramente molti motivi per cui l'opera di Anton Bruckner costituisce un'apparizione sporadica nelle lezioni di musica delle scuole superiori. La durata della maggior parte delle sinfonie pone limiti non solo alle capacità musicali del maggior numero degli studenti, quanto anche il trattamento di singoli brani pone notevoli difficoltà per l'insegnamento, cosa che comunque vale in generale per la musica sinfonica di grandi dimensioni dei secoli diciannovesimo e ventesimo.
Per poter accostare gli studenti anche a questa musica, viene proposto un accesso sulla base di biografie di componisti, nella fattispecie di Anton Bruckner. La mescolanza di testi, figure, brani da esercitare e semplici compiti formulati in maniera da rispondere alle esigenze e alle capacità degli scolari offre sicuramente nuovi spunti e nuove possibilità nelle lezioni di musica, che vale la pena di prendere in considerazione.

 

 

 
27.01.2000

Hubert Wißkirchen:
La musica nella pubblicità: "Viaggio alla scoperta nr. 45"
Tipologia dell'analisi di uno spot televisivo delle Ferrovie tedesche del 1992.

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La musica nella pubblicità è un tema molto diffuso nelle lezioni; offre infatti tra l'altro numerose possibilità di risvegliare l'interesse degli studenti e stimolare le loro capacità uditive e riflessive. Il contributo che le classi del livello 9/10 e soprattutto la classe del livello medio secondario si propongono, si accosta innanzitutto alle funzioni e ai metodi della musica da film (manipolazione dei sentimenti, undersoring, moodtechnik etc.); per arrivare fino a specifiche questioni etiche.

Si tratta del tentativo di spiegare come la musica nel contesto di altri elementi pubblicitari acquisti un'elevata forza comunicativa, come essa nella realizzazione del concetto pubblicitario scopra funzioni concrete che vanno ben al di là del semplice risveglio di plateau sentimentali e di associazioni di pensiero legate a klischee.

Tutto ciò presuppone naturalmente un lavoro intenso e determinate metodologie che rendono possibile determinate reazioni individuali.

La lezione non pone come tema centrale lo spot pubblicitario in sè, ma ci si avvicina lentamente attraverso una serie di problematiche, di spunti creativi e prendendo in considerazione elementi isolati dello spot.

Il primo passo consiste nell'analisi delle strategie pubblicitarie (come si può pubblicizzare l'ICE? etc.). Seguono alcuni tentativi per sviluppare un adeguato programma. Con tali risultati viene confrontato lo spot delle Ferrovie tedesche, ridotto ad un livello puramente figurativo. Le sequenze vengono analizzate attentamente e interpretate in base all'idea che esse trasmettono.

Il prossimo passo consiste nel pianificare e nel provare diversi sottofondi musicali, in modo da acquistare una visione del problema. Finalmente, dopo aver reso gli studenti curiosi circa la soluzione professionale, viene proposta l'analisi della musica dello spot privo del livello figurativo. Le prime ipotesi circa la correlazione delle diverse sequenze si fanno avanti e vengono discusse sulla base della trascrizione musicale.

L'ultimo passo prevede l'esatta interpretazione dei singoli "punti sincroni" e degli aspetti correlati sulla base di una scheda di lavoro che contiene la precisa correlazione delle sequenze e della trascrizione musicale.

Particolare attenzione viene data al problema, ben noto nella musica programmatica dai tempi della recensione Berlioz di Schumann, di come la musica si possa adattare a contesti non musicali, senza dover sacrificare a tal fine i propri principi.

Come oggetto di confronto vengono proposti due brani delle mazurke di Chopin. Questi permettono una chiara identificazione e interpretazione dei klischee utilizzati, ma soprattutto forniscono l'occasione per riflettere sulle specifiche modificazioni dei klischee in modo da trascendere le banali affermazioni classificatrici. Al termine del contributo vengono proposti spunti riflessivi circa la collocazione del tema in lezioni interdisciplinari.

 

 

Achim Schudack:

GUERRE STELLARI - primo episodio
Aspetti pedagogico-musicali di un fenomeno di massa


Star Wars - Episode I: The Phantom Menace,
Original Motion Picture Soundtrack

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Sedici anni hanno dovuto attendere gli appassionati (e i critici!) prima che John Lucas presentasse la continuazione di "Guerre Stellari"- Trilogia degli anni 1977-1983 e portasse nei cinema quello che è stato definito "the most eagerly awaited film of the 1990s" (Film Review 1999, Summer Preview Special, pag. 80). Come già nelle precedenti tre parti (e ne seguiranno ancora altre), anche questa volta la colonna sonora è curata da John Williams, che con più di 80 film e cinque Oscar al suo attivo risulta senza dubbio il compositore di musica da film di maggior successo degli ultimi 20 anni.

Come già nella prima parte della serie del 1977, che è stata definita "un film per bambini (...), come lo avrebbe girato Walt Disney, se fosse stato ancora in vita" (Rolf Giesen, Der Phantastische Film. Ebersberg 1983, pag.156), anche nel nuovo film è presente in maniera accentuata questo carattere fanciullesco - cosa che offrirà sicuramente argomento di discussione in tutto il mondo anche agli appassionati non più bambini.

Nella prima parte del testo verrà ricostruita brevemente la storia del fenomeno di massa "Guerre Stellari", con particolare riferimento ai miti alla base di questi film.

Nella seconda parte, che in realtà costituisce la parte principale del saggio, verrà analizzata la musica di John Williams secondo diversi punti di vista, con particolare rilievo all’ aspetto drammaturgico-funzionale. In tale analisi si cercherà di dare una risposta alle seguenti domande:

  • è possibile riconoscere un modello drammaturgico di base nei film?

  • esistono riferimenti drammaturgici o strutturali con la prima trilogia di Guerre Stellari?

  • fino a che punto la musica di questo film ad alta tecnologia, in cui forse per la prima volta il personaggio principale risulta essere una completa creazione digitale, si inserisce nella tradizione della musica di tale serie?


John Wiliams

Anticipiamo che John Williams, che negli anni ‘70 ha ripreso la tradizione della musica sinfonica da film dell’ età d’ oro di Hollywood per renderla un idioma dell’ età moderna, lavora anche qui, come già nei tre precedenti episodi di Guerre Stellari, con motivi ricorrenti. Per rispondere al carattere di serie vengono ripresi vecchi temi e nuovi vengono proposti in riferimento ai nuovi personaggi. Non verrà qui analizzata la questione se e quanto Williams abbia preso a prestito dalle colonne sonore da lui realizzate per altre serie, come ad esempio Indiana Jones. In Internet si trovano numerosi cenni a tal proposito (vedi "Fan Literatur").

Il saggio termina con un’ analisi di un possibile uso didattico della musica del film e con alcune proposte di lavoro con Guerre Stellari, primo episodio. La colonna sonora è pubblicata dalla Sony Music (secondo l’ agenzia di stampa tedesca già all’ inizio di settembre al sesto posto nella classifica dei CD), i temi musicali fondamentali appaiono nella versione per pianoforte nella serie "Warner Bros. Publications", mentre per la versione video bisogna per il momento ancora attendere.