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Provenienza, natura e forma del Blues Il Blues è nato alla fine del 19esimo secolo negli Stati d'America del Sud dalle "worksongs" e dai canti "fieldholler" degli schiavi. Le descrizioni delle condizioni di vita esprimono malinconia, spesso però anche un certo grado di coscienza di sé fino ad arrivare a cenni di protesta. Dal
punto di vista formale una strofa Blues è tradizionalmente strutturata
in tre righe: statement - ripetizione dello statement - chiusura. (Commento)
Prendiamo per esempio la prima strofa dal "St. Louis Blues" (W.C.Handy,
1914)
Ne risulta la forma Blues di 12 battute, suddivisa in tre gruppi di quattro battute ognuno. Il Blues tradizionale comprende generalmente tre gradi armonici:
Ascoltate a tal proposito un brano tratto dal "St. Louis Blues" (introduzione e prima strofa).
L'ascolto sicuro della progressione armonica nella forma a 12 battute rappresenta un presupposto fondamentale per imparare a suonare il Blues. Sui tre gradi precedentemente menzionati si collocano accordi maggiori con settime minori. La settima minore risulta dalla scala Blues, sulla quale ritorneremo in seguito. Esempio
n. 1 Le note fondamentali in un accordo Blues sono la tonica (1), la terza (3) e la settima (7). Il seguente esempio acustico corrisponde ad un accompagnamento Blues in Do, quindi:
Esercizio n. 1 Suonate sul playback in battere in ogni battuta di 4/4 la corrispondente armonia mano sinistra: la tonica mano destra: la terza (maggiore) e la settima (minore). Il tritono (intervallo di quarta eccedente o quinta diminuita) che ne risulta viene detto anche "simple voicing". Il playback comprende due passaggi completi (coro), al termine del secondo passaggio viene riproposta la battuta C7 (accordo di chiusura). Dallo spartito del playback è possibile evincere alcuni aspetti, che vogliamo studiare qui di seguito: Esempio n.2
Armonizzazioni, voicings tipiche Al fine dell'ampliamento delle voicings è possibile aggiungere none e tredicesime (maggiori) al nucleo centrale delle voicings costituito da terze e settime.
Da ciò ne derivano le seguenti voicings: Esempio n.3
Suggerimento: le voicings risuonano al meglio quando le terze e le settime si trovano nel seguente registro Esempio n.4
La quinta è svantaggiosa in questo registro in quanto essa solo come timbro più alto di un accordo risuona bene.
Esercizio n. 2 Esercitate ora le voicings a semibrevi (quattro movimenti) in battere con le armonie così ampliate facendo particolarmente attenzione alla conduzione delle voci da un accordo all'altro. Esempio n.5
Se siete arrivati a padroneggiare con sicurezza gli accordi, esercitate ulteriormente sulla base del playback n.1. |